postcards from beirut
Postcards from Beirut is an artistic court-bouillon in continuous boiling. Its ingredients include: Goyangi soju, phosphores and cones, audio and video, postnuclear bombs, radio waves, gamma rays, latex and vynyl, lye, sarcasm. Postcards from Beirut is useful in case of: boredom, rheumatism, virus, apathy.Tea party
Postcards from Beirut / Gea Brown
Tea party
La teiera come hub filosofico
L’odore del legno bruciato,
a cura di Cristiano Magi e Vincenzo Estremo
San Giovanni Valdarno, 16 dicembre 2011, dalle ore 18.00
Stazione Ceramica/Utopia Station
Temporary Art Centre
Via Mannozzi
“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi.”
Bertrand Russell, Is There a God?, 1952 (inedito)
Dalla teiera di Russell alla Utah Teapot, dal Boston Tea Party al Cappellaio Matto: la cerimonia del tè come spazio tridimensionale, astratto, filosofico, di protesta o semplice confronto. Postcards from Beirut organizza il proprio Tea Party, con i filtri musicali di Gea Brown.
“If I were to suggest that between the Earth and Mars there is a china teapot revolving about the sun in an elliptical orbit, nobody would be able to disprove my assertion provided I were careful to add that the teapot is too small to be revealed even by our most powerful telescopes.”
Bertrand Russell, Is There a God?, 1952 (unpublished)
From Russell’s to the Utah Teapot, from the Boston Tea Party to the Mad Hatter’s: the tea ceremony as a three-dimensional abstract, philosophical space. A venue for protest or mere confrontation. Postcards from Beirut holds its own Tea Party, with Gea Brown’s musical filtres.
Foto: The original Utah teapot at the Computer History Museum, Boston, CC-BY-SA Marshall Astor
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Light at the end of the tunnel?

Il troppo entusiasmo e la fretta sono un mix a volte terribile. Ne ha fatto le spese il ministero dell’Istruzione che ha dato alle stampe un comunicato trionfante per la sensazionale scoperta scientifica fatta nei giorni scorsi fatta al Cern di Ginevra. Ma in tanta enfasi si è infilata in paradossi ed errori clamorosi: scopriamo che tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso è stato addirittura scavato un tunnel alla cui realizzazione il governo italiano ha partecipato con ben 45 milioni di euro (circa, non sono ben sicuri).
[...]
“Un tunnel che parte dal Gran Sasso e arriva a Ginevra? Costo 45 milioni di euro, grande sponsor o forse finanziatore Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione che evidentemente digiuna di fisica, si fida di collaboratori che le mettono in bocca dichiarazioni che scatenano l’ilarità del globo. Siccome non c’è naturalmente nessun tunnel fra l’Infn ad Assergi, sotto quattro chilometri di dura roccia del Gran Sasso e l’Lhc di Ginevra che fine avrebbero fatto quei soldi? O forse questa è una delle grandi opere che questo governo di pressappochisti e venditori di illusioni vuole lanciare?” ironizza Manuela Ghizzoni, capogruppo PD commissione Cultura Camera dei deputati.
Prati, pirati e ammutinamenti vari
Abbiamo aderito a un bando per partecipare al Pirate Camp, The Stateless Pavillion durante la Biennale di Venezia 2011, organizzato da Coniglioviola, sostenuto dal GAI e dalla Fondazione Cariplo.
La giuria era composta da spazi di arte indipendente italiani che stimiamo e rispettiamo.
Dopo essere stati selezionati e aver accettato il bando ci è arrivata una comunicazione che il Pirate Camp era diventata una iniziativa ufficiale della Biennale di Venezia e faceva parte delle partecipazioni nazionali.
La comunicazione non specificava in alcun modo che la partecipazione non era indipendente (in quanto Stateless Pavillion) ma che l’intero progetto era diventato un evento del Padiglione Italia, cosa di cui ci siamo accorti da soli, con ritardo, e solo per via del logo sul sito del progetto.
Arrivati a Venezia molte sono state le promesse non mantenute, così come difficile è stato avere chiarimenti sulla partecipazione al Padiglione Italiano fino all’ultimo giorno.
In questo clima generale di disagio e incomprensione abbiamo deciso di non realizzare nessun lavoro che fosse associato al Pirate Camp.
Durante la nostra permanenza a Venezia, e nelle isole più periferiche della laguna abbiamo comunque raccolto immagini, impressioni e suggestioni.
Il gruppo di artisti selezionati è stato comunque un ottimo gruppo, con molti di loro restiamo in contatto e ci siamo trovati più che bene, stimando le persone e il loro lavoro.
Quindi a Venezia cos’è successo? È successo che ci siamo trovati incastrati in una situazione in cui non avremmo mai voluto trovarci. È per questo che ci dissociamo dal Pirate Camp e dal Padiglione Italia di questa 54a Biennale di Venezia in ogni possibile forma.
Dispatches from the lagoon’s rim. #0
Stiamo preparandoci a partire per il Pirate Camp. All’interno degli zaini supponiamo si sia creata la massa critica. A seguire, dispacci dall’orlo della laguna.
We’re preparing to leave for the Pirate Camp. A critical mass is starting up inside our backpacks, we guess. Dispatches from the lagoon’s rim are to follow. PfB
Pirate Camp, Venice
Postcards from Beirut has been selected for the Pirate Camp, artists itinerant campsite that will represent the ‘Stateless Pavillion’ during the 54th Venice Biennale.
Further information coming down the pipeline!
Martyrs of the Atomic Age
Martyrs of the Atomic Age è un progetto di Postcards from Beirut concepito per il giardino del Museo Stibbert.
Martyrs of the Atomic Age è un percorso di devozione tra le icone di alcuni eroi, pionieri, scienziati, operai, pompieri, tutti vittime, per scelta o per fatalità, dell’era atomica.
Dalle rovine artificiali del giardino romantico del Museo Stibbert al sarcofago di Cernobyl in un parallelo tra Ruinenwert e catastrofe postatomica.
domenica 15 maggio 2011 dalle 16 alle 20
Parco del Museo Stibbert
Via Frederick Stibbert 26, Firenze
www.museostibbert.it
San Gimignano 2.0
Dal 5 al 22 maggio 2011 Postcards from Beirut incontra i ragazzi di San Gimignano dai 14 ai 17 anni in un workshop a cadenza settimanale. Un’iniziativa di Culture Attive con il sostegno del Comune di San Gimignano e Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
SCI-FI storie della scienza a Firenze

SCI-FI è un percorso attraverso i luoghi della scienza a Firenze, scovati da Postcards from Beirut e legati tra loro in un itinerario per la Notte bianca. Attraverso una mappa, cartelli e tag che rimandano a un sito web (attivo dal 30 aprile) è possibile seguire un tracciato tra le strade del centro che è anche una caccia al tesoro.
Sapevate che Antonio Meucci oltre al telefono ha inventato un sugo pronto per la STAR e delle bevande frizzanti? Meucci abitò in via dei Serragli e lavorò anche come tecnico di scena al Teatro della Pergola, dove si conserva ancora un suo telefono acustico.
I grandi errori della storia, della scienza e dell’arte così come i loro meno noti episodi gloriosi in un percorso inedito per Firenze.
In occasione della Notte bianca 2011, sabato 30 aprile, visita guidata su prenotazione con piccolo esperimento scientifico. La visita si svolgerà in bicicletta. Partenza alle ore 19.30. Posti limitati.
Informazioni e prenotazioni: 3334589278 – info@postcardsfrombeirut.org
SCI-FI è stato realizzato con il sostegno del Comune di Firenze.
Si ringraziano: F.O.P.P., Famiglia Torrigiani, Museo Galileo, Museo di Storia Naturale – Università degli Studi di Firenze, Studio Art Centers International, Teatro della Pergola.







