postcards from beirut

Postcards from Beirut is an artistic court-bouillon in continuous boiling. Its ingredients include: Goyangi soju, phosphores and cones, audio and video, postnuclear bombs, radio waves, gamma rays, latex and vynyl, lye, sarcasm. Postcards from Beirut is useful in case of: boredom, rheumatism, virus, apathy.

Heiligen Lockkarten @ Interferenze, Dynamo Camp 1/12/2012

Postcards from Beirut
Heiligen Lochkarten (Santini informatici)

Interferenze
Michele Bazzana, Nikhik Chopra, Paola Gaggiotti, Postcards from Beirut, a cura di Culture Attive
Sabato 1 dicembre 2012 – 5 gennaio 2013

Dynamo Camp
San Marcello Pistoiese (PT)

Inaugurazione sabato 1 dicembre, ore 16

In occasione di Interferenze Postcards from Beirut presenta Heiligen Lochkarten (Santini informatici).
Schede perforate sante, comprensibili alle macchine. Recano la sacra immagine di dispositivi, dei ed eroi dell’era informatica, dal meccanismo di Anticitera ad Ada Lovelace, dalla Olivetti Programma 101 a Gordon Moore.

Dal 1 dicembre 2012 al 5 gennaio 2013 nella galleria d’arte recentemente inaugurata del Dynamo Camp sarà ospitata  la mostra Interferenze organizzata dall’associazione Culture Attive (San Gimignano) in collaborazione con Artemisia associazione culturale (Pistoia).
La mostra è composta dai lavori dei ragazzi che hanno partecipato ai laboratori Interferenze nel 2011 e nel 2012 e dalle opere degli artisti che li hanno condotti (Postcards from Beirut, Nikhil Chopra, Paola Gaggiotti e Michele Bazzana).

Sabato 1 dicembre 2012
ore 16

Dynamo Camp
via Ximenes, 662, Limestre
San Marcello Pistoiese (PT)

La mostra resterà aperta fino al 5 gennaio 2013
ingresso libero su appuntamento
Associazione Culture Attive
tel. 338 4506864 – info@cultureattive.org
Cristina Taddei
tel. 3389901507 – cristina.taddei@teletu.it

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Il progetto Interferenze
Il Comune di San Marcello Pistoiese è gemellato con quello di San Gimignano in un progetto artistico,
Interferenze, sostenuto dalla Regione Toscana, nell’ambito di Toscanaincontemporanea2011. Il progetto dell’Associazione Culture Attive e di Artemisia con la direzione artistica di Emanuela De Cecco, Michela Eremita, Annamaria Iacuzzi, Tiziano Massaroni, Carolina Taddei e Cristina Taddei, mette in primo piano i giovani e il territorio in cui vivono, riletto e vissuto attraverso workshop condotti da professionisti, storici dell’arte, educatori e artisti di fama internazionale. Il progetto è nato nel 2011 e si è articolato, ad oggi, in tre laboratori di creazione artistica rivolti ai ragazzi dei due comuni coinvolti. Per quanto riguarda San Gimignano, gli artisti che hanno condotto i workshop sono stati: il collettivo Postcards From Beirut, nel maggio 2011, e l’artista indiano Nikhil Chopra nel maggio 2012. Per San Marcello Pistoiese, invece, l’artista invitata è stata Paola Gaggiotti, la quale ha tenuto il workshop nel giugno 2012. Nel 2013 il progetto sarà ancora sostenuto dalla Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2012 dai comuni di San Gimignano, San Marcello Pistoiese e Certaldo. L’artista invitato per San Marcello Pistoiese è Michele Bazzana.

Punjabi Girl @ Aurora, Firenze, 3/9/2012

Postcards from Beirut + Gea Brown
Punjabi girl

FONO | 6

fotografia: Postcards from Beirut
live sound mix: Gea Brown

Lunedì 3 settembre 2012
Circolo Aurora, Firenze

h 19.30: aperitivo e dj set
h 22.00: Punjabi girl, videoproiezione e live set

La mostra resterà aperta fino al 14 settembre 2012

3 Settembre 2010. Rimma sta per sposarsi. Siamo ad Amritsar, la città più importante dello stato indiano del Punjab, presso il confine con il Pakistan.

PfB ha l’onere-onore di assistere ai preparativi e al matrimonio di Rimma vivendo, per circa due settimane, nella casa del padre della sposa. Un rituale induista con un programma denso di festeggiamenti, cerimonie propiziatorie, canti, cambi d’abito e consessi familiari, lungo circa una settimana.

Punjabi Girl è il racconto intimo, dal privato della casa paterna, dei preparativi e delle incertezze di una ragazza hindu che sta per diventare donna; una cronistoria necessariamente frammentaria ma ricca di dettagli, che descrive il lungo cerimoniale con cui la giovane donna si appresta a lasciare la casa dei genitori per entrare a far parte della famiglia dello sposo.

PfB osserva, al di là dell’obbiettivo della macchina fotografica. Lo fa con occhi curiosi, attenti e culturalmente distanti, irretito nel duplice ruolo di ospite e prigioniero, accolto con tutti gli onori e le premure nel cuore della casa della sposa, ma obbligato a sottostare a un rigido sistema di norme, convenzioni e costumi sociali.

L’ospitalità in Punjab è uno sport estremo, impossibile rifiutare un pasto, uscire di casa non accompagnati da un membro della famiglia, non partecipare ai rituali, vestire all’europea.
PfB

Lunedì 3 settembre 2012
h 19.30: aperitivo e dj set
h 22.00: Punjabi girl, videoproiezione e live set

La mostra resterà aperta fino al 14 settembre 2012

Circolo Aurora
Viale Vasco Pratolini 2 (angolo Piazza Tasso)
tel 055 224059
info@circoloaurorafirenze.it

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FONO – live sound mix on videos and photos

Dialoghi serrati tra suoni e immagini, in un ciclo di serate in cui il lavoro di artisti e fotografi trova una dimensione sonora attraverso live set che ne seguono passo passo gli sviluppi, nei video o nelle serie fotografiche.
Sonorizzazioni, selezione degli artisti e presentazione dei lavori esposti a cura di Gea Brown.
http://www.site-sync.com/artists%20gea%20brown.htm 

Stradario

Elisabetta Mori (Postcards from Beirut)

Stradario

Obbligo di Transito, a cura di Associazione Culture Attive

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San Gimignano, sabato 30 giugno 2012, ore 17

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada

Via Folgore 19, San Gimignano (SI)

http://archiviostradario.wordpress.com

STRADARIO è un archivio sul viaggio, aperto a tutti coloro che vorranno farne parte.

STRADARIO è una raccolta di mappe, guide, souvenir e racconti di viaggio, costruito in modalità

collaborativa. Porta al Museo le tue mappe di città vicine o lontane, le tue guide turistiche recenti o obsolete, le tue cronache di viaggio da e per San Gimignano, il tuo souvenir preferito e inutile.

Lo ameremo, lo cureremo e lo mostreremo.

STRADARIO è aperto a tutti e può essere consultato da tutti.

STRADARIO è composto da tre sezioni: Diario, Map Crossing e Mesticheria Esotica.

Diario: Racconta i tuoi viaggi da e per San Gimignano. Con una foto, una frase, un racconto, una cartolina, un file mp3, un messaggio in segreteria telefonica, un oggetto, un piccolo video, una citazione. Vuoi scrivere un racconto ambientato in un luogo lontano nel tempo o nello spazio e non sai da dove ‘partire’? STRADARIO è l’archivio adatto a te.

Map Crossing: Hai una vecchia mappa di Londra degli anni Settanta? Una carta di percorsi alpinistici in disuso? Una guida ai migliori ristoranti della Roma anni Sessanta? Stiamo raccogliendo mappe e guide di ogni tempo e luogo.

Mesticheria Esotica: Devi far posto in cantina e non sai cosa fare di quei vecchi souvenir improbabili dello zio e della nonna? Inviali o portaceli: li schederemo e li metteremo in libera consultazione.

Una fotocopiatrice sarà a disposizione per raccogliere appunti di viaggio e costruire il tuo percorso.

L’archivio rimarrà aperto per la consultazione e la raccolta materiali

tutti i giorni dal 30 giugno al 1 ottobre 2012 dalle ore 11 alle 17,30.

Indirizzo e Punto Raccolta / Collecting Point:

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada, via Folgore 19, San Gimignano (SI)

Indirizzo alternativo per le spedizioni / Alternate shipping address: Elisabetta Mori, Via Fioravanti 48, Livorno

Per partecipare e per informazioni / To know more about the project:

stradario@postcardsfrombeirut.orghttp://archiviostradario.wordpress.com – tel. 333 4589278

Iniziativa nell’ambito della manifestazione Nottilucente, San Gimignano 30 giugno 2012.

STRADARIO archives consist of a project about travelling, open to everyone who wants to take part in it.

STRADARIO is a collection of maps, guides, souvenirs and stories about travelling, collected in a collaborative

way. Bring your maps of nearby and far-away cities, your old or recent guides, your journals from and to San Gimignano, your favourite useless souvenir to the Museum. We will take care of all of that and show it.

STRADARIO is open to everyone.

STRADARIO is made up of three sections: Diario, Map Crossing and Mesticheria Esotica.

Diario: Tell us about yout journeys from and to San Gimignano. With a photo, a sentence, a story, a postcard, an mp3 file, a message in the answering machine, an object, a small video, a quote.

Would you like to write a novel set in a far place and time? You don’t know where to start from? STRADARIO is the right place for you.

Map Crossing: Have you got an old London map of the Seventies? A guide to ‘the Best restaurants in Rome’ of the Sixties? We are collecting maps and guides of every place and every time.

Mesticheria Esotica: Are you cleaning your apartment out and you don’t know what to do with that old souvenir? Bring that one to us!

A copyprinter will be available for copies and prints.

STRADARIO will be open everyday from July 1st to October 1st, 2012, 11 AM-17.30 PM.

Ufficio Imprevisti del Comune di Firenze

Postcards from Beirut

Ufficio Imprevisti del Comune di Firenze

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Otto progetti non ancora realizzati, a cura di Eugenia Delfini

Prendimi in cura da te, a cura di Superfluo Project e Caterina Benvegnù

Padova, dal 22 giugno 2011

Central Park, via Annibale da Bassano 1

Nel mese di ottobre 2010 Postcards from Beirut viene convocato per un colloquio dall’allora Assessore alla Cultura e alla Contemporaneità del Comune di Firenze, Giuliano da Empoli.

A Palazzo Vecchio, nell’imponente ufficio dell’Assessore, scopriamo che il Comune ha intenzione di attivare un cosiddetto – nelle parole dello stesso Da Empoli – ‘dipartimento delle sorprese’. Un piccolo spin-off dell’Amministrazione, che si occupi di creare progetti di arte pubblica con uno stile guerrigliero. Per Postcards from Beirut è come un invito a nozze: il progetto ci permette di giocare con una delle nostre grandi passioni, ovvero gli stilemi, i riti e i miti della burocrazia pubblica.

In un tempo fulmineo – degno di un poema epico – PfB concepisce e scrive quindici progetti, tutti raccolti in un unico concept creato per l’occasione: l’Ufficio Imprevisti del Comune di Firenze.

I progetti vengono recepiti dall’Assessore con evidente entusiasmo, al punto che, alla nostra richiesta di un piccolo appoggio, simbolica del nostro essere ‘ufficio comunale’, ci offre di occupare la stanza vacante accanto alla sua, al piano nobile di Palazzo Vecchio.

Postcards from Beirut è stupito, emozionato, felice, non riesce a credere che tutto questo – in Italia, a Firenze – possa accadere a un gruppo di artisti. E infatti, dopo poco, l’entusiasmo inizia a scemare: le prime difficoltà iniziano a comparire. Affidati alle mani ‘esperte’ della burocrazia comunale, i nostri progetti cominciano a essere decimati. I Vigili Urbani si offendono all’idea del nostro ‘Vigilone’ buono, questioni di sicurezza, territorialità, competenze soffocano pian piano la nostra creatura. Il progetto viene completamente snaturato, il tutto nella totale latitanza della politica. Passati diversi mesi di lavoro, in seguito all’ennesima storpiatura dell’Ufficio Imprevisti, decidiamo di abortire il tutto. (PfB)

Mi piacerebbe partire da questa piccola raccolta curata di progetti non ancora realizzati che tenta di aprire una riflessione intorno alla complessità della produzione e della pratica artistica, e contribuire a questo ragionamento cercando di immaginare dei formati che generino occasioni, modalità e strategie risolutive di supporto alla ricerca: presentare in questa occasione otto progetti che non hanno ancora trovato uno spazio e un tempo è forse un modo per iniziare a farlo. (Eugenia Delfini)

Tea party

Postcards from Beirut / Gea Brown
Tea party
La teiera come hub filosofico

L’odore del legno bruciato,
 
a cura di Cristiano Magi e Vincenzo Estremo

San Giovanni Valdarno, 16 dicembre 2011, dalle ore 18.00
Stazione Ceramica/Utopia Station 
Temporary Art Centre

Via Mannozzi
 

“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi.”
Bertrand Russell, Is There a God?, 1952 (inedito)

Dalla teiera di Russell alla Utah Teapot, dal Boston Tea Party al Cappellaio Matto: la cerimonia del tè come spazio tridimensionale, astratto, filosofico, di protesta o semplice confronto. Postcards from Beirut organizza il proprio Tea Party, con i filtri musicali di Gea Brown.

“If I were to suggest that between the Earth and Mars there is a china teapot revolving about the sun in an elliptical orbit, nobody would be able to disprove my assertion provided I were careful to add that the teapot is too small to be revealed even by our most powerful telescopes.”
Bertrand Russell, Is There a God?, 1952 (unpublished)

From Russell’s to the Utah Teapot, from the Boston Tea Party to the Mad Hatter’s: the tea ceremony as a three-dimensional abstract, philosophical space. A venue for protest or mere confrontation. Postcards from Beirut holds its own Tea Party, with Gea Brown’s musical filtres.

Foto: The original Utah teapot at the Computer History Museum, Boston, CC-BY-SA Marshall Astor

Light at the end of the tunnel?

 

Da Repubblica.it

Il troppo entusiasmo e la fretta sono un mix a volte terribile. Ne ha fatto le spese il ministero dell’Istruzione che ha dato alle stampe un comunicato trionfante per la sensazionale scoperta scientifica fatta nei giorni scorsi fatta al Cern di Ginevra. Ma in tanta enfasi si è infilata in paradossi ed errori clamorosi: scopriamo che tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso è stato addirittura scavato un tunnel alla cui realizzazione il governo italiano ha partecipato con ben 45 milioni di euro (circa, non sono ben sicuri).

[…]

“Un tunnel che parte dal Gran Sasso e arriva a Ginevra?  Costo 45 milioni di euro, grande sponsor o forse finanziatore Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione che evidentemente digiuna di fisica, si fida di collaboratori che le mettono in bocca dichiarazioni che scatenano l’ilarità del globo. Siccome non c’è naturalmente nessun tunnel fra l’Infn  ad Assergi, sotto quattro chilometri di dura roccia del Gran Sasso e l’Lhc di Ginevra che fine avrebbero fatto quei soldi? O forse questa è una delle grandi opere che questo governo di pressappochisti e venditori di illusioni vuole lanciare?” ironizza Manuela Ghizzoni, capogruppo PD commissione Cultura Camera dei deputati.

 

 

Prati, pirati e ammutinamenti vari

Abbiamo aderito a un bando per partecipare al Pirate Camp, The Stateless Pavillion durante la Biennale di Venezia 2011, organizzato da Coniglioviola, sostenuto dal GAI e dalla Fondazione Cariplo.
La giuria era composta da spazi di arte indipendente italiani che stimiamo e rispettiamo.
Dopo essere stati selezionati e aver accettato il bando ci è arrivata una comunicazione che il Pirate Camp era diventata una iniziativa ufficiale della Biennale di Venezia e faceva parte delle partecipazioni nazionali.

La comunicazione non specificava in alcun modo che la partecipazione non era indipendente (in quanto Stateless Pavillion) ma che l’intero progetto era diventato un evento del Padiglione Italia, cosa di cui ci siamo accorti da soli, con ritardo, e solo per via del logo sul sito del progetto.

Arrivati a Venezia molte sono state le promesse non mantenute, così come difficile è stato avere chiarimenti sulla partecipazione al Padiglione Italiano fino all’ultimo giorno.

In questo clima generale di disagio e incomprensione abbiamo deciso di non realizzare nessun lavoro che fosse associato al Pirate Camp.
Durante la nostra permanenza a Venezia, e nelle isole più periferiche della laguna abbiamo comunque raccolto immagini, impressioni e suggestioni.

Il gruppo di artisti selezionati è stato comunque un ottimo gruppo, con molti di loro restiamo in contatto e ci siamo trovati più che bene, stimando le persone e il loro lavoro.

Quindi a Venezia cos’è successo? È successo che ci siamo trovati incastrati in una situazione in cui non avremmo mai voluto trovarci. È per questo che ci dissociamo dal Pirate Camp e dal Padiglione Italia di questa 54a Biennale di Venezia in ogni possibile forma.

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